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Promesse vissute - Amy Lane

Titolo: Promesse vissute - Serie Promesse, Libro 3
Autore: Amy lane
Editore: Dreamspinner Press
Numero pagine: 445
Traduttore: Emanuela Graziani
Prezzo6,99 $ + iva
Voto: 4/5

Trama:
Sei anni fa, Jeff Beachum confortò un adolescente spaventato fuori da una clinica per il trattamento dell’HIV, e Collin Waters non si è mai scordato della sua gentilezza. Oggi, dopo che per sei anni ha avuto una cotta per quell’uomo gentile dagli occhi castani, Collin si sente adulto e maturo abbastanza per fare la sua mossa. Un vero peccato che il destino, che non è mai stato gentile con Jeff, abbia altro in mente.
La vita di Jeff è andata completamente a rotoli un giorno di tanti anni fa, e ora non va molto meglio. Jeff si è indurito, è diventato indipendente, il tizio divertente a cui si rivolgono gli amici, quello che dà consigli e conforto quando ce n’è bisogno. Ma tutti i fantasmi del suo passato stanno per tornare a dargli la caccia e anche la famiglia a cui ha legato il suo futuro non se la sta passando bene. Collin è più di un ragazzo dagli occhi innamorati, ed è meglio così, perché Jeff avrà bisogno di tutto l’aiuto che riuscirà a trovare. Nessuno sa meglio di lui che la vita può essere troppo breve per voltare le spalle al vero amore, e che il lieto fine è la promessa migliore di tutte.

Recensione:
Trovare le parole per descrivere quello che ti fa la penna di Amy Lane è sempre difficile, è “straziante”, nessun aggettivo si adatta meglio di questo.
Si, perché nei suoi libri il lieto fine come lo conosciamo noi, rose e fiori, il cosiddetto “Da libro”, non c’è.
Non fraintendetemi, non dico che non ci sia e che tutto finisca male ma che il realismo la fa da padrona, quindi l’amore rende felici ma si fa sempre i conti con la dura realtà e l’autrice abbonda sempre con tanto dramma e vagonate di kleneex che prontamente si esauriscono in un non nulla.
Terzo libro della serie promesse: aspettavo la storia di Jeff con ansia e finalmente il mio desiderio si è esaudito.
Ho cominciato a piangere già da pagina 12 e a inveire poche pagine dopo e di nuovo a piangere, sorridere, inveire…. E così via fino alla fine.
Un libro toccante, mostra la forza e allo stesso tempo la fragilità delle persone, affronta temi delicati come l’accettazione e l’abbandono, il suicidio, la malattia, la perdita e ultimo ma più importante il  delicato tema dell’’HIV che, ammetto, di rado mi è capitato di vedere in un romance e che comunque ti lascia con l’idea che il loro amore abbia come un orologio che scandisce un tempo che potrebbe scadere quando meno te lo aspetti.

“Non si tratta di AIDS adesso, è ancora HIV. Ma fa paura da morire. È svegliarsi tutte le cazzo di mattine e dire ‘Devo prendere queste pillole in determinati orari e sopportare che mi facciano sentire da schifo, perché l’alternativa è peggiore.’ È chiedersi se quello che stai mangiando ti farà dare di stomaco, o ti farà gonfiare, o se ti inizieranno a cadere i capelli, o se i tuoi reni smetteranno di funzionare… e nonostante tutto continuare ad andare al lavoro e fare il tuo mestiere. È…” [...] “È il modo peggiore per crescere velocemente,” [...].

La storia si apre poco tempo dopo  la fine del secondo libro, ritroviamo tutti i personaggi ovviamente, e scopriamo il passato che Jeff custodiva gelosamente dentro di sé.
Devo dire che dopo averlo letto ho amato Jeff ancora di più, lui è il classico esempio di persona che si innamora poche volte nella vita e quando lo fa non risparmia niente, da tutto se stesso. Mette sempre gli altri davanti a sé e indossa questa maschera di sicurezza che però, a causa degli eventi, comincia a incrinarsi.
Collin invece mi ha stupito, è un uomo forte anche già in giovane età, dà quella sensazione di sostegno e sicurezza di cui Jeff ha bisogno.
Vedere insieme una roccia con una fatina è stupendo, olio motore mischiato a oli profumati, sono una coppia molto carina da osservare, trovo si completino a vicenda.

Poi il corpo gli cedette mentre la sua bolla di vetro friabile esplodeva all’esterno, atterrando chiunque sul suo cammino. Sarebbe caduto in ginocchio, ma fu afferrato da due braccia forti che lo presero mentre cadeva, e all’improvviso si sentì girare e stringere mentre si disintegrava, schiacciato come un addobbo appariscente di un albero di Natale sotto il tallone di un dio pagano.

Sapevo già dal primo libro che l’autrice non risparmiava in continui drammi ma ammetto che ho trovato abbia abbondato troppo, non ho retto l’ennesimo colpo e sinceramente mi sono parecchio disturbata nel vedere che non dà tregua ai suoi personaggi (non dico di più per non spoilerare ma aspettatevi un altro colpo al cuore).

Ammetto di aver faticato un po’ con questa lettura, in alcune scene i personaggi che interagivano erano così tanti che non riuscivo a seguire chi diceva cosa e mi è toccato più volte rileggere intere pagine, questo fa perdere un po’ il senso di continuità della storia.
Ma come sempre, ogni suo libro è una stretta al cuore, non puoi non amare i suoi personaggi, soffri per loro, sorridi per loro e resti con loro anche dopo la fatidica parola "FINE", sperando che là dove si trovino, vivano una vita felice e piena d'amore, e che finalmente abbiano il lieto fine che tanto si meritano.


Il bacio si concluse, ma Jeff tenne gli occhi chiusi finché la fronte di Collin non toccò la sua. “È stato tanto male?” chiese Collin e Jeff aprì gli occhi tirandosi indietro. Voleva dirgli la verità, perché era la cosa giusta da fare, e il giovane meritava la sua onestà.
“È stato tutto quello di cui avevo paura,” bisbigliò, strofinando la guancia contro quella liscia di Collin per togliere il dolore dalle parole.


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